Gavi

L’uva cortese del Piemonte

Il territorio del Gavi si trova in provincia di Alessandria, nell’area sud-orientale del Piemonte, al confine con la Liguria. Le colline che si alternano alle ripide valli impreziosiscono il paesaggio rendendolo il palcoscenico ideale e di carattere per la creazione del vino bianco simbolo di questa zona: il Gavi.

Gavi-Cortese

La vocazione vinicola in questa zona trova riscontri in un documento risalente al 3 giugno del 972, conservato nell’Archivio di Stato di Genova, in cui di parla di una cessione in affitto a due cittadini da parte del vescovo di Genova di vigne e di castagneti nella località nota come “Mariana”, e in altre lettere del 1659 e 1688, anch’esse attestanti la presenza dei vigneti in un territorio nel quale il vino ha sempre avuto un ruolo centrale.

Una prima descrizione dell’uva Cortese la si trova nell’ampelografia del 1798 dei vitigni coltivati in Piemonte, elaborata dal Conte Nuvolone, vicedirettore della Società Agraria di Torino, descritta con “grappoli alquanto lunghetti, acini piuttosto grossi, quando è matura diviene gialla ed è buona da mangiare, fa buon vino, è abbondante e si conserva”.

Nell’800, per merito dell’aristocrazia ligure, il vino diventa un prodotto di corte, anche grazie alla possibilità di sperimentare ottimi accostamenti con le ricette tipiche della zona, a base di pesce e verdure. L’uva Cortese era preferita ai potenti vini rossi dell’alto Piemonte anche sotto il dominio del Re di Sardegna Vittorio Emanuele I, che contribuì alla diffusione della coltivazione di questo vitigno. Già all’epoca si intuì il grande potenziale di quest’uva adatta alla spumantizzazione, che si diffuse in Europa, dalla Germania alla Svizzera, e riuscì a sbarcare oltreoceano, giungendo fino al Sud America e creando così le basi per il futuro mercato export.

Il bianco Gavi o Cortesi di Gavi, così come indicato sul disciplinare, ha ricevuto il riconoscimento della DOC nel 1974 e della DOCG nel 1998, con modifiche successive per le tipologie riserva fermo e riserva spumante metodo classico nel recente 2010.

Per valorizzare la DOCG, tre anni più tardi è stato fondato il Consorzio di Tutela, che conta oggi 190 produttori. La zona di produzione è di circa 1.450 ettari, distribuiti in 11 comuni della provincia di Alessandria: Bosio, Capriata d’Orba, Carrosio, Castelletto d’Orba, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, San Cristoforo, Serravalle Scrivia. Nel 2002 quest’area è stata la prima in Italia ad essere sottoposta alla revisione dell’albo dei vigneti per confermare la sola coltivazione di viti di Cortese usate per la produzione del Gavi in purezza. Il Gavi può essere prodotto nelle tipologie: tranquillo, frizzante, spumante, riserva, riserva spumante metodo classico.

Il territorio del Gavi è prevalentemente collinare, con altopiani ricchi di terre rosse date dalle marne argillose. I venti provenienti dalla vicina costa ligure influenzano e caratterizzano il microclima, regalando al vino profumi di agrumi con pompelmo, ananas e fiori bianchi, che al gusto si accompagnano a un’importante struttura sapida e minerale, che si completa nei suoi tipici sentori di mandorla amara.

Il Gavi è senza dubbio uno dei vini che più rappresenta il territorio piemontese e non sfigura a fianco del Re dei Vini, il Barolo, se si prendono in considerazione la superficie vitata, il numero dei comuni di produzione, l’eleganza e la complessità aromatica.

Degustibus Gavi

Il Gavi è uno dei vini che dopo qualche assaggio rimane impresso nella memoria gustativa. Le caratteristiche che più lo contraddistinguono sono il colore giallo paglierino intenso con sfumature dorate, il gusto secco, fresco e armonico, con sentori fini e delicati che spaziano dal pompelmo all’ananas alla pesca a polpa bianca, con frutto della passione e mandorla amara. In bocca, se degustato in giovane età, la freschezza e la sapidità sono vive e immediate. Ogni buon degustatore sa che a volte pazientare a far riposare il vino per qualche anno vale l’attesa e nel caso del Gavi, le sensazioni diventano cortesi perché mineralità, sapidità e freschezza si uniscono in un gioco di equilibrio che avvolge e scalda a lungo il palato.

Bibere Gavi cum

Ideale come aperitivo, il Gavi si accompagna con antipasti freddi e caldi, primi piatti a base di pesce e crostacei. Si apprezza molto con formaggi freschi e di media stagionatura tipici del territorio piemontese, come Toma, Murazzano e Sora.

© Erika Mantovan