Erbaluce

Un vitigno “leggendario”

L’Erbaluce di Caluso DOCG è uno dei vitigni storici della Regione Piemonte e d’Italia, da sempre in grado di farsi apprezzare non solo per la sua bontà ma anche per le sue origini leggendarie.

Erbaluce

Retaggio storico per antonomasia, le prime notizie di questo vitigno risalgono al 1606, quando il gioielliere di Carlo Emanuele II, Giovan Battista Croce, lo cita nel suo libro “Della eccellenza e diversità dei vini che della Montagna di Torino si fanno” come «Erbalus è uva bianca così detta come alba luce perché biancheggiando risplende: ha li grani rotondi, folti e copiosi, ha il guscio o sia scorza dura: matura diviene rostita e colorita e si mantiene in sui la pianta assai».

L’Erbaluce lo ritroviamo anche con i Romani e nel latino, con

la menzione “Alba Lux”, ad avallare i pensieri del gioielliere Croce che definiva gli acini dal colore rosato-ramato al raggiungimento della loro completa maturazione.

Per i più romantici il nome deriverebbe invece sia dal colore degli acini giallo oro, che brillano in autunno, quando il sole del primo mattino li illumina, sia dalla romantica favola di Albaluce: una leggenda che da sempre affascina i lettori, che racconta di ninfe e degli Dei Alba e Sole, ricordati per il loro amore incandescente nonostante l’impossibilità di incontrarsi, pur avendo come dimora queste colline. Fino a quando, con l’aiuto e l’intercessione della Luna, nacque la ninfa Albaluce, di una tale bellezza da spingere gli uomini ad offrire omaggi e doni, privandosi così di preziose risorse. Per sopperire alla carenza di fertili terreni, gli uomini fecero quindi deviare il corso di un lago, provocando ingenti danni. Il dolore di Albaluce fu tale che le sue lacrime, penetrando nel terreno, diedero vita a tralci di frutti e di vite. Nasceva così l’uva dolce bianca da nome Erbaluce.

Le zone di produzione in cui è consentita la coltivazione di questo vitigno si trovano nel Vercellese e nel Biellese, ma è tra le colline del Canavese, in provincia di Torino, che raggiungono la loro massima espressione. La DOC è stata istituita nel 1967, mentre il riconoscimento della DOCG è avvenuto l’8 ottobre del 2010.

Degustibus Erbaluce

Questo vino regala sensazioni piacevoli solo a guardarne il colore, che penetra e scalda come i raggi del sole. L’acidità e il livello di zuccheri elevato al momento della vendemmia sono i principali responsabili della nascita di aromatiche emozioni visive, olfattive e gustative. Dati gli eccellenti elementi che compongono l’acino anche nelle versioni secco e spumante questo vino non delude il degustatore. Con il riposo in bottiglia, il giallo paglierino assume riflessi di color rosato e di rame che caldi si faranno sempre più intensi, tendendo verso l’ambra.  Al naso e in bocca si presenta freschissimo, schietto con note fruttate e floreali di pera, litchi, biancospino insieme a quelli vegetali di salvia ed erbe aromatiche con un sottofondo minerale.

Bibere Erbaluce Cum

Si consiglia di degustarlo al momento dell’aperitivo o a tutto pasto, in abbinamento con antipasti freddi e caldi e primi piatti a base di crostacei e pesci alla griglia non salsati e/o speziati, al naturale. Ottimo con formaggi molli e stagionati del territorio come la Toma ‘D Trausela, il Civrin della Valchiusella e Plaisentif.

© Erika Mantovan