Barbera

Le origini di questo vitigno piemontese sono certe e note come la presenza della “bagna càuda” e dei tartufi e, a detta degli storici, si pensa che sia nato da un incrocio tra vecchie cultivar.

Il vitigno Barbera è rusticoartigianale ed è uno dei più rappresentativi della storia vinicola piemontese. Affascinante e divertente sarà, per chi lo degusta, scoprirlo nelle sue differenti declinazioni, simboli del territorio di origine. Le DOCG e DOC che nascono in Piemonte e che vedono l’impiego di uve e nome di questo vitigno sono: Barbera d’Asti, Barbera del Monferrato, Barbera d’Alba, Piemonte Barbera e Colli tortonesi.

 Barbera

In Piemonte la Barbera è la bacca rossa più diffusa e coltivata.

Negli ultimi anni ha saputo farsi apprezzare in tutto il territorio italiano e nel mondo, divenendo protagonista di un vero e proprio exploit con l’aumento della coltura e della percezione di qualità e valore del vino che ne deriva.

La storia narra che il vino fu chiamato “Barbera” per il noto succo rosso cerasuolo acido e astringente “vinum Berberis”.

Inoltre già nel medioevo il nome Bàrberus aveva il significato di “irruente e aggressivo”, così come lo erano i Barberi. Oggi è il tannino che, indomito, aggradisce prepotentemente il palato del degustatore.

Lo sviluppo di questo vitigno in Piemonte lo si deve al Conte Pietro Francesco Cotti che nel 1690 ne avviò la coltivazione presso le sue tenute di Neive. Più tardi, nel 1819, il Marchese Filippo Asinari di San Marzano fu protagonista di una spedizione di vino Barbera a Rio de Janeiro, dove il vino giunse a destinazione “in ottimo stato con una forza singolare, congiunta al profumo e al colore dei vini più vecchi e celebrati”.

L’area di produzione della DOC Barbera d’Alba conta 54 comuni della provincia di Cuneo, a destra e a sinistra del fiume Tanaro. Il conseguimento della denominazione di origine controllata risale al 25 maggio del 1970.

La Barbera d’Alba DOC si produce con l’impiego di uve Barbera dall’85 al 100%, ma vi possono concorrere anche quelle di Nebbiolo (dallo 0 al 15%). Nella tipologia “Superiore” si prevede un periodo minimo di affinamento di 5 anni.

Degustibus Barbera

Il Barbera è un vitigno resistente a tutte le avversità climatiche: dalla grandine, alle gelate nonché alle malattie. La natura poliedrica lo rende capace di adattarsi a tutti gli ambienti. Da apprezzare notevolmente sono costanza e intensità della capacità produttiva, insieme all’ottima propensione all’invecchiamento. È doveroso precisare che la Barbera “d’Asti” è più aggressiva e intensa, con una spiccata acidità che in bocca conferirà sensazioni eteree che pizzicheranno a lungo il palato.

La Barbera d’Alba si distingue per la sua personalità morbida, con nobili profumi e tannini più armonici dati dalla presenza di strati più sabbiosi e argillosi presenti nella zona di Langhe e Roero, che timbrano la struttura del vino con finezza ed eleganza. Alla vista si presenta di un rosso rubino brillantissimo che, come i suoi acini, si mostra con sfumature bluastre e violacee. I profumi di lampone, ribes nero e ciliegia abbondano e riscaldano narici e papille gustative creando in bocca sensazioni vellutate tra dolci confetture, cannella, cacao amaro ed esaurendosi in un retrogusto di tabacco.

Bibere Barbera Cum

Numerosi e piacevoli sono gli accostamenti che si possono fare, soprattutto con i prodotti tipici del territorio. Ottimo come tutto pasto con agnolotti al ragù, carni rosse di fassone e formaggi stagionati come pecorini e tome.

© Erika Mantovan