Vini & Territorio





In questo spazio vogliamo divulgare poche ma essenziali notizie che aiutino i wine-lover ad avvicinarsi e appassionarsi al nostro territorio.

La Regione Piemonte è una terra fertile, capace da sempre di donare grandi prodotti derivanti dalla tradizione agricola. Insieme alle confinanti Francia e Lombardia, le principali regioni viticole sono situate tra i 30° e i 50° di latitudine in zone a clima temperato. I terreni destinati alla produzione del vino sono attraversati dal 45° parallelo, ideale quindi per la produzione di prodotti di qualità grazie alla temperatura media annua di 10 °C circa che garantisce le adeguate ore di sole e quantità di precipitazioni necessarie all’ottenimento di vini equilibrati, ricchi di profumi con una maturazione dei grappoli costante.

Già il nome Piemonte, letteralmente ai pie dei monti, richiama un clima temperato dove le gelate invernali si alternano al caldo mediterraneo estivo diventando elementi imprescindibili e causa di escursioni termiche che aiutano a temprare le vigne rendendole produttive e robuste da secoli.

Quando si parla di Piemonte saltano subito alla mente i blasonati Barbaresco e Barolo, che tuttavia coprono il solo il 3% dell’intera produzione vinicola regionale. Il numero di DOC e DOCG che questa regione vanta (ben 18!) è diventata, soprattutto negli ultimi anni, un gioco di ruoli con passaggi continui di troni, scettri e corone perché tante e prestigiose sono le varietà che rendono reali i vini prodotti in questo territorio, culla di sabaude tradizioni.

Le principali aree vitivinicole del Piemonte si trovano a cavallo delle province di Cuneo, Asti e Alessandria, ma anche intorno alle provincie di Torino, Novara e Vercelli.

Quella delle Langhe è certamente l’area più nota, suddivisa in Bassa Langa, Alta Langa e Langa Astigiana. Qui sono i vini DOC rossi a fare la parte del leone: Nebbiolo d’Alba su tutti e le DOCG Barbaresco e Barolo, fiore all’occhiello della zona insieme al Tartufo Bianco d’Alba e i tanti formaggi DOP. In aggiunta anche il Dolcetto d’Alba, di Diano e di Dogliani sono tipici  di questa zona mentre della Langa Astigiana lo è il Moscato d’Asti.

Sulla sponda sinistra del Tanaro, il Roero è noto per i suoi terreni sabbiosi tant’è che si dice che i vini qui “sono fatti in spiaggia”, con note eleganti, morbide e profumate che insieme a quelle più austere e di corpo della Langa soddisfano tutti i palati. Queste storiche colline, palcoscenico di incredibili vicende legate a Casa Savoia, sono arredate da dolci saliscendi, borghi e castelli e devono la loro notorietà soprattutto alle produzioni delle DOC Nebbiolo d’Alba, Barbera d’Alba, Roero e Roero Arneis. La sola menzione e descrizione di queste zone non saranno mai all’altezza delle emozioni che si provano ad ammirare questi paesaggi vitivinicoli candidati a patrimonio UNESCO.

L’altra area che maggiormente contribuisce alla produzione vinicola del Piemonte è sicuramente quella che coincide con la provincia di Asti: il cosiddetto Monferrato Astigiano. Qui ci troviamo nella terra di Barbera d’Asti, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Grignolino d’Asti, Moscato d’Asti, Asti spumante, Cortese, Brachetto d’Acqui, Malvasia di Casorzo, di Castelnuovo Don Bosco, Ruchè di Castagnole Monferrato.

Tra Acqui Terme e Ovada, l’Alto Monferrato è invece noto per le produzioni di Barbera del Monferrato, Cortese dell’Alto Monferrato, Grignolino d’Asti, Brachetto d’Acqui, Dolcetto d’Acqui e d’Ovada.

Le altre aree vitivinicole del Piemonte sono quelle del Canavese, con la produzione del Carema, nell’omonimo comune, e del vino bianco Erbaluce di Caluso in versioni anche spumante e passito. A ovest delle Langhe troviamo le zone della Val di Susa, del Pinerolese e delle Colline Saluzzesi e infine, nella parte settentrionale della regione, i cosiddetti “vini del nord” provenienti dal vitigno Nebbiolo, comprendono territori molto collinari da cui i Colli Novaresi con le produzioni dei vini Sizzano, Fara, Boca e Ghemme, mentre Lessona e Gattinara provengono rispettivamente dalle zone limitrofe alle città di Biella e Vercelli.

© Erika Mantovan