Incontro con il giornalista polacco Tomasz Prange-Barczynski

Ospite della Strada del Barolo e grandi Vini di Langa ha visitato diversi produttori

"Magazyn Wino" la prestigiosa e rinomata rivista polacca sul mondo del vino compie 10 anni.
Co-fondatore e redattore di "Magazyn Wino" è Tomasz Prange-Barczynski, giornalista e appassionato conoscitore di vini. Tomasz è stato ospite della Strada del Barolo e grandi Vini di Langa per alcuni giorni, visitando diversi produttori.

Tomasz quali sono le tue impressioni di questo viaggio in Langa?
Sono ottime. Ho scoperto diversi nuovi produttori, alcuni di loro piccoli ma con vini di grande qualità, vera espressione del territorio e onesti nei prezzi. Vini che merita fare conoscere sempre di più: mi riferisco al barolo espressione della tipicità di Serralunga d’Alba piuttosto che di La Morra, ma anche al nebbiolo, al barbera, al dolcetto, che ho scoperto e apprezzato in questo viaggio. Il Dogliani per me potrebbe essere il vino da avere tutti i giorni a tavola.

Tu sei stato molte volte in Langa, hai trovato differenze rispetto ai tuoi precedenti viaggi?
Mi ricordo i miei primi viaggi in Langa negli anni Novanta. Era bello incontrare i produttori, i paesaggi erano magnifici come sono ora, ma non posso certo affermare che fosse un territorio orientato al turismo. Trovare bei posti per dormire e mangiare non era facile. Oggi la situazione è ribaltata. L’offerta di agriturismo, bed & breakfast, ristoranti è di altissima qualità e, pur sempre mantenendo un servizio eccellente, c’è disponibilità un po’ per tutte le tasche. Oggi è facile, piacevole e rilassante per un wine lover muoversi in Langa. Un risultato al quale va dato merito alla Strada del Barolo, che, come ho potuto notare, ha fatto tanto per promuovere il territorio e per consolidare una cultura dell’accoglienza che oggi è al pari o superiore a regioni italiane con una grande storia di turismo del vino, come la Toscana, il Friuli Venezia-Giulia o il Trentino Alto-Adige.

I polacchi sono interessati al territorio di Langa?
Eccome. Sono sempre più i wine lover polacchi che vengono in Piemonte rispetto alle mete classiche del viaggio in Italia di alcuni anni fa. Apprezzano i paesaggi, l’accoglienza e soprattutto i grandi vini piemontesi. Chi beve vini di qualità in Polonia ha una capacità di spesa abbastanza elevata: è interessato a conoscere il territorio di produzione e di conseguenza a viaggiare.

Facciamo un salto in Polonia, raccontaci il mercato del vino polacco?
Il mercato del vino in Polonia si sta evolvendo. Oggi si è capito che è piacevole potere bere una bottiglia intera a pasto e sentirsi bene, non più quindi vini di qualità mediocre ma di alta gradazione come era tipico negli anni passati. C’è spazio per i grandi vini di qualità piemontesi ma il prossimo passo da fare è promuovere e fare conoscere questi vini.

Oggi cosa si beve in Polonia?
Il mercato è principalmente caratterizzato dal vino californiano per la via della forte promozione che in particolare la Gallo Family, attraverso sponsorizzazione di eventi di grande richiamo di pubblico, ha messo in piedi da alcuni anni. Segue un discreto consumo di vino ungherese, reminescenza del passato di influenza sovietica su tutti i paesi Est europei. Il vino italiano, soprattutto toscano, segue al terzo posto nei consumi nazionali polacchi. Esiste quindi un concreto e ampio margine di espansione del mercato dei vini piemontesi in Polonia.

Chi beve e come si beve vino in Polonia?
Il vino sta iniziando a interessare molti over-30, prima più orientati alla birra oggi più interessati al vino. I vini di qualità, a causa del loro prezzo elevato, sono appannaggio di fasce over-50, che si ritrovano nei wine-bar di Varsavia e Cracovia, dove si possono trovare le etichette dei vini migliori al mondo. Ma torno a ribadire che una commercializzazione di vini piemontesi, Barolo ma penso anche al Dogliani e al Nebbiolo, al Barbera, alla Nascetta, al Gavi, all’Arneis, ai vostri spumanti possano acquisire spazi interessanti di mercato. Io penso che vini come il dolcetto possano fare da apripista alla conoscenza e alla commercializzazione di nebbiolo e barolo. In Polonia, come nel resto d’Europa, stiamo vivendo un rinascimento dei vini autoctoni e gli appassionati di vino stanno abbandonando i classici vitigni internazionali per gusti che siano maggiore espressione dei grandi territori vocati al vino di qualità. Ma questi vini, per vincere le sfide della concorrenza internazionale, devono affrontare il mercato con competenza e onestà. Io ritengo che il Piemonte possa essere vincente in questa sfida, a differenza dei concorrenti toscani o francesi della Borgogna e del Bordeaux.

Chiudiamo con una emozione?
Abbiamo appena terminato un concorso internazionale con "Magazyn Wino" e tra i premiati ci sono stati due baroli Bussia Soprana Vigna Mondoca e un Grignolino d’Asti. Io come ho già detto sono stato colpito dalla qualità e dalla versatilità del dolcetto e in particolare del Dogliani, che mi è stato illustrato da Anna Maria Abbona e dal presidente della Bottega del Vino Dolcetto di Dogliani. A Serralunga d’Alba ho assaggiato un barolo di Anselma che potrei definire didattico, la più autentica espressione del terroir e di ottimo prezzo. Ho potuto conoscere e apprezzare il barbera di Villa Giada nel corso di una grande cena alla Ca del Lupo di Montelupo Albese. Che dire d’altro? I love piedmontese wine! Ma soprattutto amo questi produttori e le loro storie. Vorrei chiudere con un aneddoto. Nel 1998 ero stato invitato dai produttori di Beaujolais perché il loro Beaujolais Noveau era in partenza per la prima volta verso il Giappone. Ci credete che sembrava di vedere dei padri e della madri salutare i loro bambini che partono per la prima volta in vacanza da soli? Alcuni di loro erano così emozionati che piangevano. Queste sensazioni le ho ritrovate qui in Piemonte e soprattutto in Langa. Produttori che adorano il loro lavoro in vigna e in cantina, che amano le loro bottiglie e che con orgoglio stappano e fanno assaggiare. Quale emozione più grande può esserci per un wine lover? 
 

Tomasz Prange-Barczynski è un critico, un intenditore di vini, e un giornalista.
Di nazionalità polacca, è co-fondatore e redattore della competente e prestigiosa rivista "Magazyn Wino". Per sei anni ha curato una trasmissione settimanale sul vino in onda su Radio PIN 102FM; tiene una rubrica fissa a tema vino sulle riviste "Playboy" e "Newsweek". Ha prodotto un documentario per Canal Plus Polonia dedicato al Beaujolais Nouveau (1998) e per Kuchinia TV (canale TV specializzato in gastronomia) ha curato 12 episodi della serie "Wine: the manual" (2009). Ha inoltre preso parte alla stesura diversi episodi del documentario sul vino "California in the bottle" (2010).
E’ autore di libri di testo destinati ai professionisti del vino, tra cui "Professione: Sommelier"; ha tradotto le opere "Mondo del Vino" (Conoscenza e Vita, 2005), "Vino - 80 domande e risposte" (Hachette, 2008), "Whisky" (Conoscenza e Vita, 2009) .
E’ giudice in svariati concorsi enologici, tra cui "Vinitaly" a Verona, "Best of Riesling" in Germania, "Bormustra" e "Vinagora" in Ungheria, e i "Vini da Pesce" a Jesi.
 

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